Coenzima Q10 in cani e gatti:
cosa fa l’ubichinone nella cellula?
Ubichinone liposomale, produzione di energia mitocondriale e il ruolo della Q10 nella funzione cardiaca, vitalità e recupero. Confermato dalla letteratura.
Di Stefan Veenstra DVM
Coenzima Q10: una molecola centrale nella gestione dell’energia
Il coenzima Q10 (CoQ10) è un composto liposolubile presente praticamente in ogni cellula del corpo. La sua funzione principale è facilitare il trasporto degli elettroni nella catena respiratoria mitocondriale (complesso I–III), portando alla produzione di ATP tramite fosforilazione ossidativa. [1] Senza un Q10 sufficiente, questo processo è più inefficiente, con conseguente riduzione della disponibilità di energia cellulare.
Nella sua forma ridotta, l’ubiquinolo, CoQ10 funziona anche come antiossidante liposolubile nelle membrane cellulari e protegge il DNA mitocondriale dai danni ossidativi. [2] Questo rende Q10 una molecola con un doppio ruolo: portatore di energia e protettore cellulare.
Ubichinone vs. Ubiquinolo: un compromesso sulla formulazione
La CoQ10 esiste in due forme interconvertibili: ubichinone (ossidata) e ubiquinolo (ridotto). L’ubichinolo è la forma intracellulare biologicamente attiva, ma è chimicamente significativamente meno stabile. Si ossida rapidamente quando esposto alla luce, al calore e all’aria. [3] Questo ha conseguenze dirette sulla durata e la consistenza degli integratori a base di ubiquinolo.
L’ubichinone è più stabile e viene convertito enzimaticamente in ubiquinolo nella cellula tramite la via del mevalonato e cofattori come NAD+ e glutatione. [4] Questo processo di conversione è fisiologicamente normale ed è regolato dalla cellula stessa. NGD Care quindi sceglie consapevolmente l’ubichinone come materia prima, combinata con la tecnologia liposomale per ottimizzarne l’assorbimento.
Formulazione liposomale: perché fa la differenza
Gli integratori convenzionali di CoQ10 hanno una biodisponibilità orale limitata, principalmente a causa della natura idrofoba della molecola e della degradazione del tratto gastrointestinale. [5] L’incapsulamento liposomale affronta entrambe le limitazioni: la vescicola fosfolipidica protegge l’ubichinone dall’ossidazione e dalla degradazione degli acidi, mentre l’assorbimento avviene in parte attraverso il sistema linfatico, bypassando parzialmente il metabolismo di primo passaggio nel fegato.
Studi comparativi sulle formulazioni liposomali di CoQ10 suggeriscono una biodisponibilità sostanzialmente superiore rispetto alle preparazioni standard di ubichinone, in alcuni studi fino a un fattore 8. [6] Questo rende le dosi giornaliere più basse potenzialmente clinicamente rilevanti.
Un ulteriore vantaggio: i fosfolipidi nel portatore liposomale sono essi stessi componenti strutturali delle membrane cellulari e contribuiscono alla qualità e alla fluidità della membrana, indipendentemente dall’azione Q10.[7]
Quando si può abbassare Q10?
La sintesi endogena di CoQ10 diminuisce con l’età. Negli esseri umani, questo è stato documentato fin dal terzo decennio di vita, con un’accelerazione con l’invecchiamento. [8] Modelli fisiologici simili sono probabili negli animali, anche se la letteratura veterinaria su questo tema è più limitata.
Diversi fattori possono ulteriormente ridurre la disponibilità del Q10:
Coenzima Q10 in cani e gatti: contesto veterinario
Supporto cardiaco: Malattia della valvola mitrale (MVD)
La MVD è la condizione cardiaca più comune nei cani, in particolare nelle razze di piccola taglia come il Cavalier King Charles Spaniel. Il miocardio ha una delle densità mitocondriali più elevate di qualsiasi tessuto ed è quindi fortemente dipendente dalla disponibilità di CoQ10. [11]
Cosa dice la ricerca?
Fuentes et al. (2002) hanno dimostrato che i livelli plasmamici di CoQ10 erano significativamente ridotti nei cani con insufficienza cardiaca congestizia rispetto agli animali controlli sani, e che l’integrazione aumentava il plasma Q10. [12] Harr et al. (2009) hanno scoperto che l’integrazione orale di CoQ10 aumentava le concentrazioni di Q10 miocardica in un modello canino. [13] Questi risultati richiedono interesse clinico, senza fare affermazioni terapeutiche dirette.
Funzione muscolare e tolleranza all’esercizio
Nei cani attivi e negli animali da lavoro, l’efficienza mitocondriale gioca un ruolo diretto nella capacità aerobica e nel recupero muscolare. L’integrazione di CoQ10 è stata studiata nella medicina sportiva umana come supporto allo stress ossidativo legato all’esercizio fisico. [14] La base meccanicistica è traducibile ad applicazioni veterinarie, sebbene i dati veterinari diretti siano limitati.
Supporto neurologico
I neuroni sono metabolicamente molto attivi e vulnerabili alla disfunzione mitocondriale. In neurologia umana, la CoQ10 viene studiata nel contesto dei disturbi neurodegenerativi. [15] La neurologia veterinaria segue questo metodo meccanicisticamente, anche se mancano evidenze cliniche su larga scala.
Supporto epatico
Il fegato è un organo metabolicamente altamente attivo con elevati requisiti energetici. Nel caso di carico epatotossico o uso prolungato di farmaci, il supporto mitocondriale può essere rilevante come parte di un protocollo di supporto più ampio.
Possibili aree di applicazione: cane e gatto
Soffio cardiaco e problemi iniziali alla valvola mitrale (MVD) come complemento al trattamento veterinario. Animali anziani con perdita di energia o vitalità ridotta. Bassa tolleranza all’esercizio e ritardo nel recupero muscolare. Supporto dopo l’uso prolungato di farmaci (statine, FANS, prednisone). Periodo di recupero dopo anestesia o intervento. Supporto neurologico e epatico in condizioni croniche.
Conclusione
L’ubichinone liposomale combina la stabilità chimica della forma precursore con una biodisponibilità significativamente migliorata. La base scientifica per l’integrazione di CoQ10 in problemi cardiaci, mitocondriali e ossidativi è meccanicisticamente solida. La letteratura clinica veterinaria è in crescita, ma ancora limitata rispetto a quella umana.
NGD Care posiziona anche questo prodotto come parte di un protocollo integrale, sempre in consultazione con un veterinario (integrativo).
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Letteratura
- Ernster L, Dallner G. Aspetti biochimici, fisiologici e medici della funzione dell’ubiquinone. Biochim Biophys Acta. 1995; 1271(1):195–204.
- Bhagavan HN, Chopra RK. Coenzima Q10: assorbimento, assorbimento dei tessuti, metabolismo e farmacocinetica. Radic Res gratis. 2006; 40(5):445–453.
- Craft NE, Tucker RT, Bhagavan HN. Biodisponibilità relativa delle formulazioni di coenzima Q10 nei soggetti umani. Int J Vitam Nutr Res. 2005; 75(6):413–418.
- Bentinger M, Brismar K, Dallner G. Il ruolo antiossidante del coenzima Q. Mitocondrione. 2007; 7(Supplemento): S41–S50.
- Vitetta L, Leong A, Zhou J, et al. Biodisponibilità orale del coenzima Q10. Biofattori. 2018; 44(1):25–34.
- Bhagavan HN, Chopra RK. Risposta del coenzima plasmatico Q10 all’ingestione orale di formulazioni di coenzima Q10. Mitocondria. 2007; 7(Suppl): S78–S88.
- Glaser M. Dominii lipidici nelle membrane biologiche. Curr Opin Struct Biol. 1993; 3(4):475–481.
- Kalén A, Appelkvist EL, Dallner G. Cambiamenti legati all’età nella composizione lipidica dei tessuti di ratto e umano. Lipidi. 1989; 24(7):579–584.
- Littarru GP, Langjoen P. Coenzima Q10 e statine: implicazioni biochimiche e cliniche. Mitocondria. 2007; 7(Suppl): S168–S174.
- Laaksonen R, Fogelholm M, Himberg JJ, et al. Integrazione di Ubichinone e capacità di esercizio in uomini giovani e anziani addestrati. Eur J Appl Physiol. 1995; 72(1–2):95–100.
- Bers DM. Accoppiamento eccitazione-contrazione cardiaca. Natura. 2002; 415(6868):198–205.
- Fuentes VL, Corcoran B, French A, et al. Uno studio in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo sul pimobendan in cani con cardiomiopatia dilatata. J Veterinario Intern Med. 2002; 16(3):255–261.
- Harr KE, Beall MJ, Heatley JJ. Influenza dell’integrazione di coenzima dietetica Q10 sul plasma e sulle concentrazioni di coenzima miocardico Q10 nei cani. Fat Ther. 2009; 10(1–2):E1–E9.
- Cooke M, Iosia M, Buford T, et al. Effetti dell’integrazione acuta e di coenzima Q10 a 14 giorni sulle prestazioni di esercizio sia in individui allenati che non addestrati. J Internazionale Soc Sports Nutr. 2008;5:8.
- Shults CW, Oakes D, Kieburtz K, e altri. Effetti del coenzima Q10 nei primi tempi della malattia di Parkinson. Arch Neurol. 2002; 59(10):1541–1550.
Queste informazioni sono di natura educativa e si basano sulla letteratura scientifica disponibile. Gli studi menzionati non sono sempre direttamente veterinari o specifici della formulazione qui descritta. Questo testo non sostituisce una consulenza veterinaria e non contiene alcuna affermazione terapeutica.